Il 2026 si sta confermando un anno di estrema volatilità. Le guerre scellerate nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz stanno rimescolando il concetto di democrazia, lo scenario geografico e l’economia mondiale. Laddove alcuni grandi player internazionali ne stanno beneficiando, la catastrofe incombe sui singoli cittadini e sulle piccole imprese. Per la nostra realtà, che opera nell’ambito di eventi, fiere e spazi pubblici,la crisi non è un concetto astratto, ma si traduce in una pressione economica senza precedenti che mette alla prova la nostra capacità di proteggere la socialità e il libero incontro delle persone.
La “tassa invisibile” sulla Logistica
Il nostro settore si basa sulla mobilità: trasportare steward, installare transenne, alimentare sistemi di controllo, accessi. Con l’impennata dei costi del greggio il carburante è diventato una voce di spesa critica. Molte società si trovano oggi a operare con contratti siglati mesi fa, basati su costi energetici ormai fuori mercato, vedendo i propri margini erosi dal “caro-gasolio”.
Hardware e Microchip: la crisi degli approvvigionamenti
Ma l’impatto non si esaurisce qui. La sicurezza moderna, sempre più fondata su tecnologia avanzata e intelligenza artificiale, sta affrontando profonde difficoltà sul fronte dell’approvvigionamento:
- Costi di acquisto: la crisi dei noli marittimi e i colli di bottiglia nella produzione di semiconduttori – spesso aggravati proprio dai costi energetici globali – hanno fatto lievitare significativamente i prezzi dell’hardware.
- Obsolescenza forzata: per una piccola o media società, rinnovare il parco tecnologico oggi significa investire cifre superiori del 15-20% rispetto a soli due anni fa, con un impatto diretto sulla competitività.
In questo scenario, il settore della safety & security si trova stretto tra due pressioni convergenti: da un lato l’aumento dei costi operativi, dall’altro la necessità – non rinviabile – di innovare. La domanda di sicurezza negli eventi, infatti, non è diminuita: è diventata più complessa, più regolata e più tecnologica.
Il Paradosso della Sicurezza: più domanda, meno risorse
In un clima di tensione internazionale, la percezione del rischio da parte del pubblico aumenta. Questo spinge gli organizzatori di grandi eventi a richiedere protocolli di sicurezza più rigidi. Tuttavia, le società di security si trovano in un vicolo cieco:
- Pressione Salariale: L’inflazione galoppante spinge gli addetti ai servizi di controllo a chiedere tariffe orarie più alte.
- Standard di Safety: La normativa richiede standard sempre più elevati (soprattutto in ambito antincendio e gestione folla), che necessitano di formazione costosa e certificata.
La Nuova Frontiera della Cyber-Safety
Anche il piccolo operatore non può più ignorare la dimensione digitale. La crisi del Golfo ha innalzato l’allerta per il cyber-attivismo. Garantire la sicurezza di un evento oggi significa anche proteggere le reti Wi-Fi, i database dei biglietti e i sistemi di comunicazione interna da possibili interferenze, un costo aggiuntivo in termini di competenze e software che molte piccole realtà faticano ad assorbire.
Le soluzioni
È vero che, per restare sostenibili, le società di Safety & Security devono ripensare i propri modelli: rinegoziare contratti, introdurre clausole di adeguamento, innovare i processi. Ma è altrettanto evidente che questo sforzo non può ricadere solo sugli operatori – né, a cascata, sui clienti.
Non basta più la resilienza delle imprese: Serve anche un ruolo attivo della politica e delle istituzioni: interventi concreti per contenere il costo dell’energia, maggiore stabilità nei mercati e strumenti che aiutino le imprese a gestire la volatilità del prezzo del petrolio.
La sicurezza è un pilastro della convivenza civile e, come tale, le istituzioni hanno il dovere di tutelare il tessuto di piccole e medie imprese che ne garantisce l’esecuzione, evitando che il costo di una crisi internazionale ricada interamente sulle spalle degli operatori e, in ultima analisi, dei cittadini.”
L’attuale crisi ci insegna che, nel mercato globale della sicurezza, nessun evento è davvero “isolato” dai venti di guerra, nemmeno il festival sotto casa.
